La bassissima partecipazione alle recenti elezioni regionali in Lazio e
Lombardia, dopo il record di abbandono delle urne in occasione delle elezionipolitiche di settembre, ha costretto intellettuali, politologi, giornalisti eopinionisti ad affrontare la questione, definita allarmante, della vittoriaschiacciante del cosiddetto "partito del non voto". ---- Allarmante certo lo èper davvero, specie per i partiti, i quali, vedendosi ridotti in maniera pesantei rimborsi elettorali, stanno tornando, da destra a sinistra, a chiedere ilripristino del finanziamento pubblico. Tuttavia, tale argomento non essendo moltogestibile, anzi essendo dichiaratamente impopolare, ha bisogno ancora di essereaffinato per essere reso presentabile, magari ripristinando argomenti tipo: "ilfinanziamento pubblico è un antitodo alla corruzione", esso, liberando i partitidalle necessità economiche "rappresenta una garanzia democratica".Il tema che agita il dibattito corrente è dunque quello della delegittimazionedei partiti e, di conseguenza degli stessi governi nazionale e regionali, che nonavendo il consenso neanche di una consistente fetta della metà degli aventidiritto al voto, per qualche estremisti dovrebbero rinunciare al mandato, peraltri dovrebbero riflettere sul crollo di fiducia da parte dei cittadini ecorrere ai ripari.Su questo discorso della caduta verticale della fiducia nei partiti e dellaconseguente crisi della democrazia, si attardano a discutere un po' tutti,cercando rimedi a destra e a manca. Ma per noi anarchici tale livello didiscussione è irto di insidie e sottintesi inaccettabili. Infatti, il problemasarebbe quello di ridare legittimità ai partiti riportando l'elettorato alle urnecome nei bei tempi andati.Ecco, noi che anche quando si recava a votare più del 90% degli elettori e nonera in discussione la distanza tra politica e popolo, predicavamo e praticavamol'astensionismo, avremmo qualche cosa da dire, e lo facciamo come sempre fuoridal coro.I nostri appelli all'astensione si sono sempre basati sul rifiuto della delega esu una critica alla democrazia delegata. La delega a partiti e personaggi dellapolitica era ed è una delega incondizionata, non ritraibile; la partecipazionedel popolo alla vita del paese è limitata ai pochi istanti del gesto dellacrocetta sulla scheda. Priva di mandato imperativo, questa delega concede apartiti e politici il potere assoluto di fare e disfare senza che gli elettoripossano più avere voce in capitolo. La democrazia espressa dal sistema elettorale- un sistema, oltre tutto, fortemente condizionato e condizionante attraversopromesse, ricatti, campagne terroristiche, falsità, ecc. - è un sistema didittatura mascherata.A nessuno viene in mente che il progressivo sfaldamento dei rapporti tra partitied elettorato, abbia come sua origine proprio questo lungo ed abusato eserciziodella delega, che ha ampliato la burocratizzazione dei partiti e laprofessionalizzazione dei loro uomini, creando caste, centri di interesse, lobbysempre più fuori controllo. Si tratta di una frattura strutturale le cui causesono insiste nel funzionamento della democrazia parlamentare.Noi non siamo interessati alla ricerca di rimedi all'interno della logicaparlamentare. Il Parlamento è una grande congrega di parassiti che deverispondere, non tanto ai sempre meno elettori, ma ai poteri reali che governanola società. Riteniamo positivo che sempre più elettori non si facciano piùabbindolare dalle sirene elettorali, ma non siamo così ingenui da non pensare chela delega - questo frutto velenoso dell'educazione autoritaria che tutti noiabbiamo ricevuto - possa essere manifestata attraverso altri modi che non il voto(passività, consumismo, religiosità, conformismo...), in maniera tale da nonmettere in discussione il sistema. E' positivo non votare, ma chiaramente non puòbastare; se non si ha una visione generale dei problemi, se il rifiuto non èmotivato da ragionamenti su come affrontare e risolvere i problemi piùimportanti, individuali e collettivi, attraverso l'azione diretta, lapartecipazione dal basso, e potremmo anche osare dire: la democrazia diretta, seanche questo termine non si fosse annacquato di falsa partecipazione deleganteattraverso sistemi elettronici o liste civiche municipali.C'è una massa amorfa che "se ne frega", "non si fida", e, sia chiaro, questamassa è riscontrabile anche all'interno della componente votante; tutta questagente - indifferente - rimane aperta a qualsiasi sbocco, sia esso populista che,paradossalmente, che autogestionario; però esistono fette consistenti di societàche ormai procedono per conto proprio, costruiscono reti di mutuo appoggio, dieconomia alternativa, di servizi (asili, scuole, mense, trasporti...) gestiti dalbasso che lottano a difesa dei territori, per il diritto alla casa, per lasalute, perla tutela dell'ambiente, ecc., con la coscienza chiara che nonesistono governi amici.https://www.sicilialibertaria.it/_________________________________________A - I N F O S N E W S S E R V I C EBy, For, and About AnarchistsSend news reports to A-infos-en mailing listA-infos-en@ainfos.caSPREAD THE INFORMATION
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